I PIATTI TIPICI SELEZIONATI DA EATSUBRIA

I DOLCI

La Resta

Provincia di Como, Lombardia

Dolce tipico pasquale della città e della provincia di Como, caratterstico per il rametto d'ulivo all'interno dell'impasto

Un dolce antico

Viene da lontano nel tempo e ancora oggi è il dolce preferito da consumare nel periodo pasquale, soprattutto la Domenica delle Palme.

Nato per errore

la sua forma ricorda la spiga di grano ma il rametto è caduto all'interno dell'impasto per errore. ma lì è rimasto per tradizione

Simbolo di rinascita

L'errore del cuoco è diventato un simbolo della rinascita che così bene evoca il periodo pasquale di cui questo dolce è protagonista

LA RESTA

Questo dolce di Como – anche chiamato Resca – è diventato simbolo della città, preparato in particolare in occasione della Domenica delle Palme. La sua forma che ricorda la spiga del grano e quel rametto d’ulivo inavvertitamente finito nell’impasto ne fanno infatti un perfetto dolce di Pasqua, ideale metafora della rinascita primaverile e adatto per ricordare due elementi tipici del lago, la pesca e la coltivazione degli ulivi.

LA RESTA

Provincia di Como

La Resta è il dolce tipico di Como.

LA RESTA

La Ricetta

  • Lievito in polvere: 1 bustina (oppure 1 panetto di lievito di birra fresco);
  • Farina: 300 gr;
  • Zucchero: 100 gr;
  • Burro: 150 gr;
  • Miele: 1 cucchiaino;
  • Uova: 3;
  • Limone: solo la scorza ;
  • Uvetta: 100 gr;
  • Canditi: 100 gr;
  • 1 pizzico di sale;
  • 1 rametto di ulivo

La preparazione della Resta di Pasqua non è difficile ma è lunga a causa delle tre lievitazioni.

Prima lievitazione Sciogliete in una ciotola il lievito in poca acqua tiepida e unite 1/4 della farina setacciata creando il “lievitino”. Mescolate per bene formando poi un panetto e lasciatelo lievitare un’ora coprendolo con una pellicola.

Seconda lievitazione Fate sciogliere il burro a bagnomaria. Mettete l’impasto del lievitino in una ciotola grande e unite la restante farina, lo zucchero, il miele, il burro sciolto e le uova una per volta. Quando le uova sono state ben assorbite dall’impasto unite anche il sale e la scorza grattugiata del limone. Ponete il tutto a lievitare coperto per un’altra ora e nel frattempo sciacquate l’uvetta e lasciatela in ammollo in acqua fredda.

Terza lievitazione Ponete l’impasto sulla spianatoia che avete prima infarinato, aggiungete l’uvetta (scolata e strizzata) e i canditi. Aiutatevi con un tarocco per formare un filone allungato e inseritevi un ramoscello di olivo per il lungo, avendo cura di togliere prima le foglie. Lasciate lievitare il tutto per un’altra ora, poi con un coltello ben affilato praticate dei tagli a forma di lisca di pesce.

Cottura Preriscaldate il forno a 180°. Una volta terminata l’ultima lievitazione ponete l’impasto in forno su una teglia in forno statico per 45-60 minuti. Prima di sfornare assicuratevi che il dolce sia cotto con l’aiuto di uno stuzzicadenti.

LA RESTA

La Storia

La storia della resta comasca (dal latino arista, indicante sia la lisca del pesce sia la resta del grano) comincia in una taverna comasca dei primi anni dell’Ottocento. Il proprietario dell’Osteria del Pescatore, di nome Michele, nel giorno del suo onomastico usava offrire il pranzo ai clienti. A chiudere piacevolmente il pasto, arrivava un pandolce arricchito di canditi e uvetta, versione “sontuosa”, secondo i criteri della cucina popolare del tempo, del pane di tutti i giorni.

Un bel giorno, però, durante la preparazione del dolce, il lievito fu aggiunto per errore in dosi eccessive, così che l’impasto cominciò a crescere a dismisura, traboccando dalla pentola. L’oste afferrò un bastoncino d’ulivo dalla legna destinata al fuoco e con esso premette sull’impasto perché non debordasse. Così, il bastoncino fu inglobato nella pasta; a quel punto l’oste recuperò l’impasto traboccato e lo distese nella fessura lasciata dal bastoncino sprofondato, con un coltello appianò l’impasto e vi praticò una serie di incisioni trasversali.

IL BRASCHIN

Inviaci una mail o torna a trovarci per scoprire i locali un cui puoi gustare o acquistare la tipica "Resta" comasca