SONDRIO
Un antipasto ricco e gustoso
Nel cuore della Valtellina, tra paesaggi innevati e borghi antichi, nasce un’accoppiata culinaria che profuma di tradizione: la Bresaola e i Taroz. Questa combinazione, simbolo della cucina valtellinese e insubre, è perfetta per arricchire le tavole natalizie con sapori autentici e conviviali.
La Bresaola della Valtellina IGP è un salume dal gusto delicato, ottenuto da carni magre di manzo, stagionate con sapienza. Le sue fette sottili e dal colore rosso rubino si prestano ad essere gustate al naturale o arricchite con un filo d’olio extravergine d’oliva, succo di limone, scaglie di grana e un pizzico di pepe. Per le festività, la bresaola diventa il protagonista di antipasti raffinati o di piatti unici, perfetti per sorprendere gli ospiti.
I Taroz, dal nome che deriva dal dialetto locale "tarare", cioè mescolare, sono una purea di patate e fagiolini lessati, arricchita con burro fuso, formaggio Valtellina Casera DOP e cipolle dorate. Questo piatto povero, nato dalla cucina contadina, si trasforma in un contorno ricco e avvolgente, ideale per accompagnare la delicatezza della bresaola.
La sinergia tra la leggerezza della bresaola e la cremosità dei taroz regala un equilibrio di sapori e consistenze unico. Servito come antipasto o piatto unico durante le festività natalizie, questa proposta rappresenta il connubio perfetto tra tradizione e convivialità. Arricchito da un calice di vino rosso valtellinese, come il Sassella o l’Inferno, questo piatto racconta la storia di una terra generosa, capace di scaldare il cuore anche nelle serate più fredde.
LECCO
Un piatto tipico del Lago di Como
Un piatto che racconta l’essenza del Lago di Como: i missoltini, pesci di lago essiccati e pressati, sposano la morbidezza della polenta gratinata, creando un connubio unico di sapori autentici e tradizionali, perfetto per le tavole delle feste.
LA RICETTA:
Ingredienti per 6 persone:
Difficoltà: Facile Preparazione: 10 minuti
Mettere i missoltini sulla griglia di brace a legna o sulla pietra lavica ben calda. La grigliatura del missoltino è breve, non deve bruciare né essiccare troppo e la carne deve conservarsi rossa e morbida. Appena cotti eliminate con un coltello le scaglie, quindi disponeteli sul piatto di portata, cospargeteli di prezzemolo e irrorateli con aceto e olio. Accompagnate con la polenta che dà a questo piatto la necessaria morbidezza riducendo l’impatto con il salato e con l’aceto. Sono ottimi anche con fette di polenta abbrustolita.
NOVARA
Uno sfizioso accompagnamento
Il Gorgonzola di Novara, il formaggio erborinato celebrato in tutto il mondo, è un simbolo di eccellenza casearia italiana e soprattutto novarese. Con la sua consistenza cremosa e il sapore deciso ma equilibrato, si presta a numerose preparazioni festive.
Tra queste, i crostini con pere e gorgonzola spiccano come antipasto elegante e raffinato: il dolce delle pere, fresche o caramellate, si unisce alla sapidità del formaggio, creando un perfetto equilibrio di sapori che celebra la tradizione e l’arte culinaria piemontese, ideale per impreziosire le tavole di Natale.
VARESE - BUSTO ARSIZIO
In primo piatto originale e tipico
Diffusa nella zona nord della Lombardia, la polenta e bruscitt è una specialità tipica di Busto Arsizio e di cui i bustocchi, i cittadini di Busto, sono molto orgogliosi. Andando nelle macellerie o nei ristoranti della città, dovrete chiedere dei bruscitti, nome originale che, nelle varie inflessioni dialettali, ha perso la vocale finale. I bruscitt sono straccetti di manzo rosolati in padella con burro e lardo, aromatizzati con aglio e semi di finocchietto selvatico, che si lasciano cuocere a fuoco lento per un paio d’ore e vengono sfumate, a fine cottura, con vino rosso, solitamente Barbera, Nebbiolo o Barolo.
I bruscitt sono poi serviti con fumante polenta gialla, da intingere nel delizioso sughetto di carne.
La polenta e bruscitt è un piatto semplice e rustico ma dal sapore deciso e corposo, che ben si adatta alla stagione invernale e che preparato durante le feste dona quel calore e quel piacere di stare insieme a tavola che ci fa apprezzare ancora di più questo periodo!
VAL DI MUGGIO
Gustoso e prezioso
Lo zincarlìn si consuma tradizionalmente dopo una stagionatura minima di due mesi.
La maturazione avviene in cantine semi-interrate, che si trovano sui versanti del massiccio del Monte Generoso. Per evitare lo sviluppo di muffe non desiderate l’esterno è trattato con vino bianco e sale quasi quotidianamente.
Durante il periodo di stagionatura, lo zincarlìn si trasforma: si forma una pelle di colore giallo-rossiccia, la pasta si fa morbida e pastosa, le note olfattive e organolettiche si arricchiscono in complessità e persistenza.
Grazie al lavoro svolto della fondazione Slow Food Svizzera per la biodiversità e dal Convivium di Slow Food Ticino, il Presidio ha recuperato la versione storica stagionata, prodotta con latte crudo e trattata con vino bianco durante il periodo della stagionatura.
Sulla tavola delle Feste è una prelibatezza esclusiva
COMO
Un panettone d'eccellenza
Il Risotto pulenta e galina fregia dello chef Sergio Barzetti è un primo ricco di sapore realizzata con una delle chicche del nostro bel Paese: il formaggio Bellagio. Questo è un manicaretto strepitoso che tutti possono mangiare: anche le persone affette da celiachia, essendo questa preparazione priva di glutine.
È un risotto povero ma davvero buono:
Ingredienti: 320 g di riso carnaroli - una gallina intera - una cipolla bionda - un sedano - 1 carota - una patata - foglie di alloro - 100 g di formaggio grattugiato - 200 g di farina di mais - 70 g di burro - 200 g di formaggio magro bellagio - un limone - sale - pepe bianco.
Cuocete la gallina intera in una pentola con l’acqua, la carota, la cipolla e il sedano. A fine cottura, filtrate il brodo mentre raccogliete la polpa della gallina in una ciotola dove la condirete con olio, succo di limone, le corate cotte nel brodo, sale e pepe. Fate una miscela di formaggio grattugiato e farina di mais che distribuirete su una teglia coperta con carta forno e cuocete a 180° per 8 minuti. Una volta cotta, sfornate la cialda e fatela raffreddare prima di sbriciolarla.
COMO*
I Dolci dell'Epifania
Per i varesini, il 6 gennaio c'è una tradizione irrinunciabile: festeggiare con i CAMMELLI di pasta sfoglia, cioè il dolce tipico dell’Epifania della città di Varese. Avete mai provato a chiedere questo dolce a due gobbe a Milano o a Novara o a Bergamo? Difficilmente lo avrete trovato, perchè questa tradizione non ha mai varcato i confini della provincia.
L’origine dei cammelli di sfoglia resta misteriosa: la leggenda narra che da Varese passarono le reliquie dei Magi, rubate dal Barbarossa nella chiesa di Sant’Eustorgio a Milano per donarle all'arcivescovo di Colonia. Questo fatto diede lo spunto per creare il dolce: un Cammello di pasta sfoglia per ricordare i Magi attraverso la rappresentazione delle loro cavalcature. Ma qualunque sia la sua origine, al di fuori del varesotto, nessuno gode di questa prelibatezza e a Varese città è un vero e proprio must: non c’è pasticceria che per l’Epifania possa far mancare i cammelli di sfoglia!
TICINO
I Dolci dell'Epifania
La CORONA DEI RE MAGI è il dolce tradizionale che si prepara per il giorno dell’Epifania in Ticino.
È un dovere/piacere per ogni ticinese gustare questa specialità la mattina del 6 gennaio.
La Corona dei Re Magi è creata con un impasto dolce, come quello delle brioche, arricchito con uva sultanina, composta con sei/otto palline di impasto, e all’interno di una di queste è nascosto un Re, o meglio qualcosa che lo rappresenti: può essere una statuina, una mandorla o una moneta. Chi sarà così fortunato da trovare il simbolo sarà Re per tutto il giorno e potrà indossare la corona di cartone che viene posta tradizionalmente sul dolce!
L'idea di un dolce contenente un Re può essere fatta risalire a una festa popolare romana in onore del dio Saturno in cui si distribuivano pagnotte con un legume nascosto all’interno. Tuttavia, anche se le origini storiche sono incerte, l'usanza della corona dei Re Magi gode di grande popolarità da quando, nel lontano 1952 lo storico del pane Max Währen, rispolverò l'antica tradizione dimenticata, assicurando un successo di lunga durata a questo dolce che da allora si diffuse in tutta la Svizzera.